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Il Carnevale e le Landzettes


Ogni anno, nel periodo che precede la quaresima, grandi e piccini si vestono con le "landzettes", abiti addobbati con specchietti, campanelli e paillettes che fanno risaltare disegni ricamati con tanta pazienza e maestria. Questi costumi, ornati con ricami di paillettes, fiori e specchietti sono costituiti da pantalone, gilet, giacca a coda di rondine, camicia, cintura con le gorgoilles (campanelle) e cappello al quale vengono attaccati dei nastri colorati. La tradizione vuole che questa vera e propria maschera di carnevale della Valpelline rievochi il passaggio delle truppe napoleoniche nella vallata del Gran San Bernardo.

Una volta il tessuto era una stoffa di cotone molto pesante il matie, oggi è stato sostituito dal velluto. Nella confezione dei costumi dominano il rosso, il bianco e il nero, seguono a ruota il verde, il viola, il blu e l'arancio. I colori dominanti hanno un significato simbolico preciso. Il rosso è simbolo di forza e di vigore ed esorcizza malefici e disgrazie, il nero rappresenta il buio delle lunghe notti invernali, il bianco la primavera.
Gli specchietti hanno come funzione principale quella di catturare i raggi del sole e di allontanare tutte le presenze oscure e maligne. Una funzione analoga ricopre il "gorgoillon" o le gorgoilles, che non sono altro che pesanti sonagli portati alla vita. Ogni “landzetta” tiene nelle mani un crine di cavallo che rappresenta il vento che scaccia il freddo e gli spiriti maligni, permettendo così l'arrivo della primavera e dunque della stagione propizia per l'agricoltura. Il viso è poi nascosto da maschere, anticamente ricavate dalla corteccia degli alberi, sostituite ormai da materiali plastici, anche se vi è un ritorno all'utilizzo di maschere in legno.
A guidare il gruppo c'è il portabandiera che sventola con orgoglio il vessillo del Carnevale. Spesso il suo viso è coperto da baffi ed occhiali, chiari simboli della sua indiscussa autorità. Viene seguito dai musicisti, i Joueurs, che suonano fisarminiche e sax, mentre in alcuni carnevali sono ancora presenti gli Arlequins e le Demoiselles che rappresentano le giovani coppie.
Le maschere di lo "Toque" e la "Tocca" impersonificano, invece, i due anziani sposi protagonisti di una famosa leggenda. In essi è ben evidente il rovesciamento dei ruoli che il Carnevale porta con sé, dal momento che nella vita reale del paese sono i giovani a sposarsi.
Ed ora, largo agli animali: procedendo con un'andatura dondolante ed emettendo strani versi, arrivano gli Orsi, selvagge presenze simboleggianti le forze della natura solitamente sfavorevoli all'uomo sulle quali, però, egli interviene cercando di imporsi e combattere; il Domatore, infatti, controlla l'animale, lo segue e, talvolta, riesce a tenerlo al guinzaglio.
La sfilata viene chiusa dal Dottore e dal Curato. L'uno tenta di curare i malanni fisici, l'altro quelli di carattere spirituale.
Arriva poi il Diavolo avvolto dal suo mantello rosso bordato d'oro ed arricchito da campanelli, elegante rappresentante di tutte le forze malefiche ed incomprensibili che, scherzosamente, insegue e cerca di colpire le persone con il classico forcone.
Da qualche anno il "Comité du Carnaval de Bionaz" organizza anche la gara in maschera per i più piccini.


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